Gufodotto’s Weblog

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Archive for the ‘rwanda’ Category

Giraffe, Babbuini, e Impala: Parco Nazionale dell’Akagera.

Posted by gufodotto on January 14, 2008

Il giorno dopo natale, ci si sveglia prestissimo (h 5.00) x mettersi in viaggio verso l’estremita’ orientale del paese, al confine con la Tanzania. Qua e’ situato il Parco nazionale dell’Akagera, una splendida riserva naturale ricca e diversa come habitata, che ha sfortunatamente risentito del rientro degli esuli tutsi dopo il genocidio. Visto che infatti parecchi di loro non avevano i mezzi x acquistare un pezzo di terra altrove, il governo ha concesso loro (volente o nolente) di occupare meta’ circa del l’akagera, dimezzandone la superficie a 1250 Km2 circa. Buona parte del territorio restante e’ occupato da laghi e paludi, dunque non attraente x contadini o allevatori.
Della guerra risentirono anche le popolazioni di animali, specialmente la megafauna erbivora sterminata dall’esercito invasore (che ad oggi regna il paese). I pochi leoni superstiti vennero invece sterminati dai nuovi allevatori xke’ minacciavano le mucche che pascolavano (illegalmente) nel territorio del parco. E vabbe’.

Alla fin fine, cio’ che si vede oggi e’ solo un pallido ricordo della ricchezza di qualche anno fa. La reintroduzione, sia essa forzata o naturale dall’adiacente Tanzania, e’ lenta. X me comunque, questa prima esperienza nella savana e’ stata eccezionale, e pianifico di ritornarci, possibilmente x dormire li’ qualche giorno e cogliere gli animali all’alba.

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Kibuye – Trip to il nido dei chauve-souris.

Posted by gufodotto on January 14, 2008

Perdonatemi x il titolo tetraglotta, ma in questi ultimi giorni le lingue si confondono nella mia mente.

Ecco qua uno slide show del viaggio in barca. Dalla guest-house Bethanie siamo arrivati sino all’isola Napoleone, cosidetta x via della forma che ricorda il cappello dell’omonimo condottiero/imperatore francese.

x il momento metto solo lo slideshow delle foto. a piu’ tardi x un resoconto piu’ dettagliato.

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Day 3: The countryside

Posted by gufodotto on December 24, 2007

Rieccomi qua. fra una gta e l’altra, ho parecchio tempo libero visto che gli altri si svegliano a tarde ore la mattina e invece io non resco a non svegliari al sorgere del sole. X cui, ho tutto il tempo x commentare le foto, uploadarle su picasa, e scrivere qua un breve diario.

Allora, l’altro ieri siamo saliti su una fuoristrada mercedes scassatissima – che qua pero’ passa x ‘relativamente nuova’. E ci siamo avventurati verso il lago Kivu, nella provincia Orientale, al confine con la Repubblica Democratica del Congo. La destinazione era Kibuye, una localita’ bellissima ma prima di arrivarci, c’erano 126 km di tornanti e saliscendi nella campagna ruandese…

Il panorama e’ a dir poco, affascinante, con colline (ma chiamiamole pure montagne) ripidissime e scoscese dappertutto. Eda vederle capisci come questo posto abbia la stessa densita’ abitativa dell’Olanda: quasi dappertutto, le colline son coltivate anche nei pendii piu’ scoscesi, a sfruttare qualunque spazio a disposizione. Stranamente, le coltivazioni a errazza caratteristiche del paesaggio italiao in sone simili (es Liguria) qua son abbastanza rare. Marie mi ha detto (mi par di ricordare) che molto semplicemente, la gente non c’ha mai pensato. Credo dipenda dal fatto che la occupazione Bantu’ di queste terre sia un fenomeno abbastanza recente, 600 anni max. La foresta, originale o meno; che copriva le colline e’ ridotta, ma ancora presente, contrariamente a quel che mi aspettavo dalla lettura di “Collapse” di Jared Diamond – mi sorge il dubbio che l’autore non abbia mai visto il paese, ma si sia basato su resoconti di terza mano. Ad ogni modo, la situazione varia da punto a punto, con le zone piu’ impervie ancora inonse x il semplice fatto che con le pioggie torrenziali caratteristiche della zona qualunque coltivazione verrebbe dilavata a fondovalle. Ma vabbe’, io non son un esperto nel campo. Ogni piccolo appezzamento e’ diviso in lotti dove cose differenti son coltiva, e solitamente uno spazio e’ riservato alle banane che sembrano essere lo staple food della zona.

La popolazione e’ apparentemente quasi tutta lungo la striscia pedonale della strada, camminando da e verso le loro cse da fare… Le case son fatte x la maggior parte di mattoni cubici di fango, non cotti ma seccati al sole. Spesso le case non son neanche intonacate, ma la cosa piu’ sorprendente che ho notato e’ che nessuna ha un fumaiolo x espellere il fumo cosicche’ questo percola dalle fenditure fra le tegole. Ora capisco gli sforzi dell’Onu a cercare di fornire questa gente dei fornelli ‘puliti’ x diminuire le malattie polmonari che apparentemente mietono antissime vitime.

La gente veste davvero modestamente, con magliette color della terra (rossa, argillosa), probabilmente di quarta o quinta mano, eppure parecchi vestono giacca e pantaloni con una dignita’ particolarmente africana. Le donne, come in tutto il mondo, variano nel vestire piu’ degli uomini, mentre i bambini x lo piu’ vestono cose ‘avanzate’. Non e’ raro vedere bambini curvi sotto il peso di bidoni d’acqua, o tegole portate sulla testa, eppure si vedon anche bambini che giocano allegri in un canale di scolo (!) o inseguono le onnipresenti caprette al bordo della strada, alquanto pericoloso visto che le macchine sfrecciano a velocita’ autostradali (nostra compresa, ahime’, nonostante quel che si dicesse all’autista).

Avvicinandosi al lago, e risalendo verso quota 1500 m, la vegetazione cambia, con eucalipti (nativi o importati?) e conifere, ed altri alberiche in eurpa non vedresti mai nello stesso posto, tipo cactus. Il paesaggio qua mi ricorda della Sardegna in alcune zone montane, probabilmente solo perche’ son le uniche montagne che conosco bene.

Il lago e’ fenomenale, con le colline ‘a gaussiana’ che spuntano dall’acqua, peccato x l’aria sempre un po’ fosca…

A piu’ tardi x la visita in barca alle isole sul lago, inclusa quella con una colonia di pipistrelli frugivori (credo – spero).

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Day 2: Kigali

Posted by gufodotto on December 22, 2007

Secondo giorno, nella mattina ho fatto un giretto x il giardino mentre gli altri si svegliavano, facendo foto a piante, luertole e quel che capitava sotto tiro.

Poi, con Salvatore abbiamo deciso di fare un giretto nel quartiere. Credevamo di essere in una zona pos, a giudicare dalla casa dove stavamo e quella adiacente… Dallaltro lato, una setta di scamanati pregava ad alta voce e di tanto in tanto si scatenava in Allelujaaahhh da far gelare il sangue. A quanto pare, il Rwanda e’ in preda ad una febbre religiosa… Ognuno sceglie la religione che vuole, se non piu’ d’una… Boh…

Comunque, qualche passo oltre il cancello della casa, ed un altro universo comincia. La terra rossa, solcata dalle pioggie torrenziali, catapecchie di lamiera e legname recuperati, bambini scalzi che escon fuori dai vicoli x sfidarsi a vicenda a parlare coi due visi pallidi vestiti con colori sgargianti, che girellano baldanzosi sotto il sole… fatto sta che, in due o tre minuti, cminciamo a sentirci noi come auelli che vengon osservati, tipo le bestie del circo che vengon fatte sfilare nella strada generale… La gente e’ comunque estremamente cordiale, e non ha problemi a parlare due o piu’ lingue… alla faccia dell’Italia monoglotta, dove il 50% manco parla bene l’italiano… dopo un’oretta circa rientriamo a casa, non prima d’aver imboccato un paio di vcoli acaso ed esserci mezzi persi…

Nel pomeriggio, invece siamo andatoi a visitare la ‘vera’ Kigali…

a piu’ tardi x il resoconto OK?

le foto le trovate su: http://picasaweb.google.com/gufodotto/RwandaDec07 e anche http://picasaweb.google.com/gufodotto/SalvaRwandaDec07 e http://picasaweb.google.com/gufodotto/FloraRwandaDec07

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Day 1: the travel

Posted by gufodotto on December 22, 2007

Eccomi qua. proviamo a tenere un diario regolare del mio viaggio in Rwanda.

Allora, il volo e’ stato abastanza uneventful, eccessivamente lungo e noioso. Speravo di riuscire a vedere l’Africa dall’alto ma, a causa del ritardo in partenza, il sole e’ tramontato prima che si arrivasse sul Sahara. O forse c’eravamo gia’ quando e’ tramontato, ma c’erano le nuvole… pazienza. la cosa e’ stata comunque interessante xke’, x la prima volta, ho volato spra un’area del mondo non illuminata. In Europa, dove voli voli, sei sempre sulla testa di qualcuno che legge un libro sotto una lampadina, o guarda la TV. In africa, il niente… X quel che ne sapevo, saremmo potuti essere sopra l’Oceno Atlantico… ma avremmo visto pi’ navi, mi sa… Invece buio assoluto sintanto che non siamo arrivati proprio sopra Kigali.

Una volta arrivati e recuperati i bagagli, si salta a bordo delle camionette (le classiche pick-up Toyota o Isuzu) o macchine (una Mercedes d’antan che la mamma di Marie si ostina a rianimare) e si va a casa…

a breve x il resto… ora vado a nuotare un po’…

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Again on Gorillas

Posted by gufodotto on December 19, 2007

Seen yesterday Long Way Down’s Episode where they are in Rwanda. Ewan Mc Gregor goes through Rwanda by Motorbike and stops by the national Park to see the Gorillas.

I am not sure they would let ‘normal people get so close to them, but if they do, I understand why the prices are so high. They will want to keep visits to a minimum (once a day, at dusk) yet have enough money to run the conservation program off it.

All in all, it seemed a pretty well-run operation, and since the experience must be soo fantastic I am reconsidering it. Trouble is, there may be not any ticket left for when we’ll arrive there. Well, in case may be I’ll come back another time.

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Does eco-tourism disturb Gorillas?

Posted by gufodotto on December 14, 2007

So, here’s the fact: I am going to Rwanda (Yes, we know, Luca) next week, and once there my GF’s family wants to take me to see the gorillas.

Now I understand that it’s nice they’re making a conservation effort, so that even if the thing is expensive (500US$/person) it’s better than local people shooting the primates for food then clearing the forest for coffee.

But, as far as I understand it, Gorillas are a very shy kind of primates, and may possibly be ennoyed by the continuous stream of tourist, how much concealed they are…

I’d personally go and look at other primates, Chimps in primis as they seem much more active and humans. And I don’t know why, but I believe they may suffer less from the human interaction.

So I ask to the primatologists between you, should I stay or should I go? What is your take?

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